2017 Adios : post sconclusionato

Sono qui, seduta per terra con la schiena appoggiata al letto e le gambe sul termosifone. Fuori nevica un po’ e di fianco a me c’è una tazza piena di semi di melograno. L’anno è finito e si entra nel nuovo anno. Ci si salta dentro.

Ho pensato per ore a ciò che avrei dovuto scrivere.

E’ la stessa storia tutte le volte. Ogni volta che apro WordPress penso a cosa dovrei scrivere. Così inizio a digitare parole che non mi appartengono e che presto finiscono in una bozza accantonata per mesi. Perché io non voglio scrivere cose che dovrei scrivere. Io voglio scrivere cose che mi escono dal cuore, che vibrano sulla mia pelle. Non voglio raccontare una destinazione per come dovrei descriverla. Io la voglio descrivere a modo mio, come io la vivo. Ci sono luoghi che ho amato e altri che non mi hanno lasciato molto, ed è così che li descriverò.

Sono sempre stata una persona profondamente ribelle. Non mi è mai andato bene sentirmi obbligata a fare cose che non mi vanno di fare sotto l’influenza degli altri, o perché fa figo.

Ogni giorno sono sempre più convinta che ognuno di noi abbia una voce e che debba usarla. Come quando si parla per la prima volta con qualcuno, o anche la centesima volta, e questa persona dice qualcosa che ti fa pensare profondamente. Tocca corde della tua anima che non sapevi nemmeno esistessero, perché sono rimaste addormentate fino a quando con semplici parole, le fa risuonare come il dolce suono di un’arpa. Si può sempre fare la differenza per qualcun’altro in un modo o nell’altro.

Quest’anno sono cambiate moltissime cose. E più i giorni passano, più mi rendo conto che le cose continuano a cambiare. O meglio, più mi guardo e più mi scopro diversa. Come quando si legge un libro per la seconda volta e si notano dettagli che prima ci erano sfuggiti. La verità è che non notiamo qualcosa nel libro che prima non c’era, ma qualcosa è nato in noi che prima non c’era. 

Ad inizio del 2017 ho deciso di avere uno spazio tutto mio qui sul web. Ho deciso di aprire questo spazio perché era un sogno segreto che covavo da tempo. Non sapevo nemmeno ci fosse questa possibilità, finché un giorno di due anni fa qualcosa è cambiato. Ricordo che in quel momento si è acceso in me un sogno. Anche io volevo raccontare le mie avventure. Anche io volevo far sentire la mia voce.

 

Viaggiare insegna ad essere più umani

Viaggiare insegna l’amore per gli altri e per se stessi.

Così tante volte mi sono raccontata i miei viaggi da sola nella mia testa, per riviverli. Quante volte ho ripensato alle cascate dei fiordi norvegesi, al profumo delle pietanze cinesi, alla gentilezza inaspettata delle persone in giro per il mondo.

Ho sempre fatto fatica a tornare in Italia.

Questo Paese è senza ombra di dubbio uno dei luoghi più belli al mondo. Proprio fuori dalla mia finestra c’è un paesaggio innevato e l’unica parola che mi viene in mente per descriverlo è: favola. Ma sono convinta che al di là di queste montagne che mi circondano ci sia una meraviglia che non aspetta altro di essere scoperta. E’ lì, dobbiamo solo osservarla.

Oltre ad essere un paradiso per gli occhi, è anche una medicina per il cuore. Spesso sono le persone stesse ad essere quella medicina. Mi è capitato infinite volte di trovare un sostegno morale, una spinta a fare ciò che davvero mi piace, l’affetto sincero da persone che conoscevo da una settimana, mentre altre che conoscevo da una vita mi rimproveravano per come decidevo di viverla, la mia vita.

 

I successi vanno celebrati

Che agli altri piacciano o meno, i successi vanno celebrati. Non ha senso nascondersi dietro ad un dito e provare imbarazzo per aver preso la decisione di impegnarci a concretizzare la nostra vita. Se le persone accanto non sono in grado di alzare il calice e brindare insieme per il successo di qualcun’altro, allora è il caso di brindare da soli perché prima o poi qualcuno che alza il calice per te lo trovi sicuramente.

La persona che noi siamo oggi è il risultato della media delle cinque persone con le quali passiamo maggiormente il nostro tempo. Se le persone di cui ci circondiamo sono mediocri, noi non possiamo che essere il risultato di questo insieme.

 

E questo mi porta a capire molte cose

Una domenica di novembre, qualche settimana prima di tornare a casa dal Canada, mi trovavo a Toronto. Ero appena uscita dalla palestra e stavo aspettando la mia occasione per attraversare la strada. In quel periodo – che si presenta spesso perché sono una persona che pensa tantissimo, troppo – stavo riflettendo su questo blog. In realtà ci penso ogni singolo giorno, ma questa è un’altra storia.

Scrivere qui per me è diventata una terapia, e me ne sono accorta quando ho capito che le cose che ci teniamo dentro e che vogliono essere espresse, prima o poi si trasformano in malessere. Ma solo ora che dico quel che voglio esattamente come lo voglio, il mio cuore è leggero.

Così ho continuato a pensare per giorni, settimane. Ed ogni volta pensavo al giudizio altrui. Come se fosse necessario chiedere a qualcuno: mi dai il permesso di essere felice?

Comunque.

Attraverso la strada per raggiungere la barretta proteica che mi stava aspettando sugli scaffali da 7eleven e si materializza di fianco a me una signora, un po’ bizzarra, come la signora dei piccioni in “Mamma ho perso l’aereo, mi sono smarrito a New York” 🙂

Questa signora inizia una conversazione con me, ma alcune parole a me hanno fatto la differenza: ” Fai sempre quello che ami fare, Dio ti aiuterà e fai attenzione alle persone con cui spendi il tuo tempo, ce la puoi fare”. Io la ringrazio ed entro a comprare la mia barretta.

In quel momento la situazione mi sembrava piuttosto assurda, ma poi ho capito che non era un caso. Le cose non succedono mai per caso.

Ho capito che le persone con le quali voglio condividere il mio lungo viaggio su questa strada sono solo persone che possano vedere in me qualcuno che le può arricchire e che abbiano la stessa voglia di arricchire gli altri. Non voglio condividere pezzi di vita con persone che non riescono a supportare gli altri per paura di essere oscurati. La meraviglia di questa vita è il saper condividere le gioie altrui come se fossero nostre e nel modo più sincero possibile.

Ed il mio augurio per ogni giorno in questa vita è proprio questo: di essere felici per se stessi, ma ancora di più per gli altri, perché le gioie altrui sono anche le nostre. Nessun uomo è un’isola, nessuno è mai arrivato lontano da solo.

Brindiamo alla felicità di chi ci sta accanto, la felicità è contagiosa.

 

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “2017 Adios : post sconclusionato

  • 3 gennaio 2018 in 23:55
    Permalink

    Io ho sempre lo spumante pronto per brindare ad entrambe, così come parole di incoraggiamento quando servono. Bentornata amica 💙

    Risposta
    • 8 gennaio 2018 in 17:34
      Permalink

      So che su di te posso sempre contare, sei super amica mia ! <3 Tu alzi il calice ad ogni mio minuscolo traguardo <3

      Risposta

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